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Monthly Archives: April 2013

Non ne azzecca una

London, UK  

A Napolita’, nun te reggae più!

L’anno scorso avevo letto una sua conversazione con Eric Hobsbawm “Intervista sul PCI” del 1975 (ne avevo trovato una copia in inglese nella libreria Bookmarks proprio qui a Londra – intitolata “The Italian Road to Socialism”). Il vecchio Napo allora aveva capito che bisognava smettere di essere sovietici, che tra i carri armati e il popolo bisogna sempre scegliere il popolo, che il dialogo politico è più importante del fazionalismo, soprattutto per un partito che si preparava a trasformarsi in forza borghese. La sua elezione alla presidenza della Repubblica nel 2006 ha dato scalpore, perché in Italia, si sa, “comunista” è ancora una parolaccia. “Ex-comunista” dà ancora più un’aria di mistero.

Il settennato del canuto Giorgio è stato pieno di sorprese: un loquace Bertinotti alla presidenza della Camera e gli irresponsabili (e/o comprati) di Italia dei Valori e Mastelliani che fanno cadere il governo Prodi, la nascita del PD, Berlusconi che torna a vincere, le frizioni interne al PdL… Ordinaria amministrazione per un PdR italiano.

Poi la senilità – non me lo spiego altrimenti – gli ha fatto fare tilt.

Ti perdono, caro Giorgio. Non sei riuscito a fermare le orribili leggi Berlusconiane del 2008-11, anche quelle che hanno messo a repentaglio la Costituzione. Forse agire sull’azione del Parlamento in maniera troppo decisa avrebbe rappresentato un’ingerenza del tuo potere consultativo sull’Assemblea sovrana.

No, non ti perdono, Giorgio. Pseudo-compagno, che non esita, non proferisce parola quando da Trapani partono i caccia per la Libia. Pseudo-protettore, che defeca sulla Costituzione nominando Monti senatore a vita dieci minuti prima di proporgli un incarico da presidente di un consiglio – tecnico – dei ministri, (per non parlare del pareggio di bilancio in Costituzione). Pseudo-politico, che non fa una piega sulle decisioni dei tecnici, anche quando attaccano in maniera violenta il benessere dei suoi cittadini, per proteggere il portafogli del capitale e l’immagine finanziaria dell’Italia. Pseudo-super-partes, che non comprende la situazione politca e preferisce decidere i nomi dei “saggi” che risolveranno i problemi dopo le elezioni; questi, di nuovo, non avranno alcuna relazione con la popolazione che ha votato a febbraio. Pseudo-internazionalista, che non riesce a fare la voce grossa quando agli Esteri si combina il pasticcio dei Marò. Invece di strozzare i discorsi razzisti di supremazia italiana nei confronti dell’India, invece di dialogare in termini di diritto internazionale scavalcando un governo illegittimo (Giò, i cittadini italiani hanno eletto il Parlamento che ti ha eletto, poi tu hai nominato Monti… quindi sulla catena della legittimità, ci stai prima tu!) lascia che degli inetti che prima stavano in vacanza a Washington si facciano ridicolizzare da tutto il mondo, mentre cercano di difendere due tuoi diretti dipendenti (sei il capo delle forze armate, ricordi?), colpevoli di aver ucciso due pescatori. Pseudo-difensore della giustizia, che lasci che Berlusconi faccia il bello e il cattivo tempo a casa e che grazia il colonnello USA condannato per la morte di Abu Omar, vittima della mania antiterrorista americana ed europea.

Non ce la faccio, Giorgio. Sei la più grande delusione della Politica italiana.