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Elezioni 2013 – Giarre (CT)

Tallinn, Estonia

La mia città alle elezioni e ora al ballottaggio. La campagna elettorale è stata un macello e dopo un decennio di porcate da parte dell’amministrazione Sodano, c’era da aspettarselo. Ho seguito tutto da fuori, anche stavolta. Ma il pallino dell’analisi elettorale è sempre presente e non ce la faccio più a leggere commenti e opinioni varie sui comportamenti elettorali dei giarresi. Perché i giarresi non sono come gli elettori tedeschi, che hanno sapientemente utilizzato il loro voto doppio (uno proporzionale e uno maggioritario, per scegliere i rappresentanti della camera bassa). Anche le forze più piccole, se valide, superano l’ostica soglia di sbarramento in Germania, grazie al supporto personale che i loro candidati riscuotono a livello locale. Ma questo è il profondo nord, con la cultura del voto come diritto, esercizio che non si ferma alla domenica elettorale e che segue e punisce gli errori politici.

Nel profondissimo sud, invece, la punizione politica non esiste. Anzi. L’ormai ex sindaco Sodano era stata eletta con i voti del PdL in entrambi i casi precedenti, salvo poi rompere gli equilibri a metà dell’ultima amministrazione e lasciare che la propria coalizione si sfaldasse (anche se solo sulla carta e non in merito a decisioni chiave che hanno peggiorato la situazione finanziaria e sociale della città). Il “nuovo” è dunque Roberto Bonaccorsi, PdL, commercialista ed ex assessore al bilancio a Catania. Ma il PdL è il “vecchio”, quindi il nuovo deve per forza essere… il vecchio Salvo Andò! L’ex Ministro della Repubblica costruisce una rete di liste civiche, con una sapienza da ingegnere elettorale, e va al ballottaggio. Cenere, nonostante i grandi consensi, per D’Anna (civico), polvere per Patanè (centro sinistra), briciole per Spina (M5S) e Barbagallo (civico).

Tutti questi “civici” potrebbero indicare, in Germania, un rifiuto organizzato per l’establishment e i poteri forti. In Sicilia, invece, si tratta di marchingegni elettorali di distinzione dall’altro, in mancanza di un programma elettorale forte. L’obiettivo è arrivare al lunedì pomeriggio post-elettorale con una manciata di voti in più per poi venderli (o ri-venderli, questo è un discorso a parte) al migliore offerente tra i due duellanti in finale. Una delle questioni più sottovalutate delle elezioni è tuttavia il Consiglio Comunale, il supremo organo di dibattito, il Parlamento del Comune, dove l’opposizione (più o meno la stessa per 15 anni!) ha la possibilità di lottare contro le illecite operazioni delle varie amministrazioni e proporre iniziative per “l’altra metà dei giarresi”. Questa volta, infatti, circa 12.000 residenti saranno senza rappresentanti in Consiglio. I soliti 7 mila hanno preferito non votare (e di questi, molti non si trovano in sede, come il sottoscritto) e 5.400 sono stati esclusi dalla soglia di sbarramento al 5% che ha sacrificato ben 10 liste (nel 2008 solo 4).

Un gravissimo problema dal punto di vista del funzionamento della democrazia elettorale è stato il sistema di voto. La doppia preferenza di genere, introdotta dalla nuova legge regionale è già complicata di per sé. Se poi si introduce anche la non trasferibilità del voto di lista (che di per sé non va anche al candidato sindaco collegato) che non esisteva e non rispetta la volontà “pigra” dell’elettore, allora siamo nei guai. Gli errori con la scheda sono stati tantissimi. Chi non ha sbagliato aveva ricevuto istruzioni molto, forse troppo, dettagliate. Prima di aver studiato la legge, ammetto che avrei sbagliato anche io, perché mi sarei dimenticato di sbarrare il pallino del sindaco. Il voto disgiunto ha come principio la “volontà di disgiungere”, non quello di non decidere.

Dopo questo macello, sia di ricerca dei voti, sia di conta, per molti deludente anche per i motivi sopracitati, nessuno sta parlando dei possibili risultati del ballottaggio. Non solo per quanto riguarda il sindaco (è facile, uno dei due vince). Il Consiglio Comunale avrà diverse configurazioni nei due casi. Infatti, chi sia eletto sindaco porterà con se 12 consiglieri su 20, quale premio di maggioranza. I restanti 8 saranno ripartiti tra chi ha superato la soglia del 5% al primo turno.

Non ho trovato modifiche alla “introvabile” legge elettorale, quindi presumo che la formula di assegnazione dei seggi sia rimasta immutata. Secondo il principio pensato dal belga d’Hondt (metodo del divisore, leggere qualche buon libro per approfondimenti), la proporzionalità dell’assegnazione dei seggi premia i partiti più votati, seppur con una distorsione solo minima della proporzionalità tra voti e seggi. Nel 2008 è stato chiaro anche a Giarre, mentre quest’anno con la soglia di sbarramento si è preferito forzare ulteriormente il sistema verso i partiti più votati.

Hanno superato la soglia in 9. 4 collegati a Bonaccorsi, 3 collegati ad Andò, 1 a D’Anna e 1 a Patanè.

In caso di vittoria di Bonaccorsi, i dodici saranno ripartiti così: 6 PdL, e 2 ciascuna alle altre 3 liste (il PdL guadagnerebbe 1 seggio rispetto al 2008… come premio per il lavoro svolto, immagino).
I restanti 8 dovranno essere ripartiti così: 5 Andò (2- Vitale per Giarre, 2- Comitato Civico e 1- Movimento Civico), 2 D’Anna e 1 PD.

In caso di vittoria di Andò, i 12 saranno ripartiti così: 5- Vitale per Giarre, 4- Comitato Civico e 3- Movimento Civico (la lista Vitale per Giarre guadagnerebbe ben 4 seggi, anche se politicamente la lista è molto distante da quella che ha rappresentato l’opposizione a Giarre negli ultimi 5 anni).
I restanti 8 saranno suddivisi tra: Bonaccorsi (5, tra cui 2 PdL e uno ciascuno per le altre liste collegate), D’Anna (2) e PD (1).

Il ballottaggio dunque  deciderà sostanzialmente il fato di 14 possibili consiglieri, oltre che il nome del sindaco e la sua giunta. Tutto sta a capire bene chi siano questi figuri, se si ha voglia di partecipare alla seconda tornata elettorale. Questi saranno i prossimi a bussare alle porte dei giarresi.

E gli altri? L’opposizione? Tania Spitaleri, councilwoman più votata, rimane tuttavia la sola espressione del PD e non si capisce ancora che tipo di opposizione (se opposizione sarà) che D’Anna rappresenti.

Per i primi anni della scorsa amministrazione si sono visti molti 18-2 in Consiglio. Forse questa volta vedremo invece degli orribili 19-1, da Politburo dei peggiori anni Sovietici. A meno che le divisioni tra favoritismi e clientelismi non creino delle fratture politiche tra i futuri rappresentanti della città. Comunque vada, buon lavoro a Tania.

UPDATE: Ciò detto riguarda la fotografia del presente, prima che le liste non precedentemente collegate ai candidati a sindaco ammessi al ballottaggio si “apparentino” con l’uno o l’altro. PD+Andò significherebbe 2 seggi in più al PD in caso di vittoria del vecchio politico giarrese (e 2 in meno per le liste Andò). Un apparentamento tra D’Anna e Bonaccorsi garantirebbe un seggio in più al primo, a scapito del PdL. Scegliere gli apparentamenti quindi costerà credibilità ai partiti che si erano proposti come alternative e costerà anche qualche “favore” ai candidati sindaco, che a tutti gli effetti sacrificheranno uno o due dei propri consiglieri in favore di coloro che gli avevano fatto campagna contro.

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2 responses to “Elezioni 2013 – Giarre (CT)

  1. valentina June 16, 2013 at 7:02 pm

    Ho trovato questo blog su google, sto leggendo con gusto tutti i post che riesco… il blog e’ semplicemente fantastico, complimenti.

  2. Pingback: Ballottaggio 2013 – Giarre (CT) | bottleneck analysis

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