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Calcio-spettacolo – #JZ4ever edition

Almaty, Kazakhstan

Finalmente sono stati decisi gli ultimi orari delle partite della Serie A, così posso completare il mio umile studio della follia del calcio italiano, che non fa più vedere la luce del sole ai calciatori. Stasera, un’altra nottata per vedere l’ultimo Zanetti.

Trentotto partite. Una squadra che mangia tutto, un’altra che lascia qualche briciola e tante altre mediocrità. Alcune mediocrità hanno speso tanto e hanno fallito i propri obiettivi, alcune altre mediocrità sono salite sul piedistallo e hanno lanciato campioni giovani e maturi e a volte sono state tutt’altro che mediocri, ma solo a volte. Insomma, mentre ancora mi fanno male gli occhi per le partite che ho guardato, ho pensato al motivo per il quale mi sono dovuto fare le nottate qui in Kazakistan. Tutte le cavolo di partite sono giocate la sera!

Spalmare il campionato su più orari, più giorni, più pre-pranzi e pre-cene per vendere meglio i diritti tv. Va bene. Ma bisogna dare un senso a questo “spettacolo”, soprattutto vista la sua qualità. Ho fatto un breve calcolo per le cinque squadre più seguite:

Juventus: 20 partite in notturna (20.45 o 21) e 7 nel tardo pomeriggio (18/18.30/19) – 11 con il sole

Roma: 22 partite in notturna (20.45 o 21) e 3 nel tardo pomeriggio (18/18.30/19) – 13 con il sole

Napoli: 23 partite in notturna (20.45 o 21) e 6 nel tardo pomeriggio (18/18.30/19) – 9 con il sole

Inter: 24 partite in notturna (20.45 o 21) e 3 nel tardo pomeriggio (18/18.30/19) – 11 con il sole

Milan: 26 partite in notturna (20.45 o 21) e 3 nel tardo pomeriggio (18/18.30/19) – 9 con il sole

Soltanto in 3 giornate le partite sono state giocate allo stesso orario (5a, 10a e 30a), tutte alla sera (20.45). Il resto è stata una scelta di palinsesto televisivo. Ora, per chi come me non vive nello stesso fuso-orario dell’Italia ed è costretto a fare le notti per vedersi “la partita”, ecco che le occhiaie cominciano ad allargarsi. Se poi tifi una squadra di Milano, su 76 partite, ben 50 sono state disputate in notturna. Visto il rendimento e il gioco espresso dalle due squadre milanesi, si può solo concludere che queste siano state notti sprecate.

C’è ancora una notturna in programma per l’ultima di campionato, ma quella che brucia di più a un’interista è quella passata domenica scorsa. Stare sveglio fino alle due e non vedere Zanetti sul campo per il derby è stata una ferita simile al 5 maggio. Se oggi, l’ultima a San Siro del capitano di una vita, quello scempio si dovesse ripetere, torno a piedi in Italia e tolgo le zeta dal cognome del mister.

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